Mulino F.lli Marras (rif.152)

Mulino

Rif: 152
Comune: Scano Montiferro 

Descrizione:

Il mulino è individuato nel Catasto del Real Corpo di Stato Maggiore Generale (Catasto De Candia) (tavoletta 4, Comune di Scano Montiferro, anno 1849). L’opificio è riportato nella cartografia I.G.M. F° 206, in scala 1:100.000 (“Macomer”, ril. 1899) e nel dettaglio in scala 1:50.000 (F° 206 IV “Bosa”). Nel Foglio 11 in scala 1:2.000 del primo impianto del catasto del Comune di Scano Montiferro (ante 1931) è riportato presso la sponda destra del Rio Mannu (Rio Cherchelighes) con il quale è collegato mediante una breve derivazione innestata poco a monte e immediatamente reindirizzata nello stesso rio dopo l’utilizzo. La rilevante presenza di mulini idraulici lungo il Rio Cherchelighes è riportata anche nella vecchia carta del Touring Club Italiano in scala 1:250.000 (foglio “Oristano”, 1908-1916).

Di proprietà di Antioco Marras, l’attività molitoria proseguì contemporaneamente dai tre figli Francesco, Antonio e Giuseppe fino a quando, nel 1940, quest’ultimo dei figli attivò un nuovo mulino poco a monte lungo lo stesso rio (Rif. C.A. Cherchi, I mulini idraulici di Scano Montiferro "Sos molinos de abba de Iscanu", 2005, Amministrazione Comunale di Scano Montiferro).

Il rudere, seppur nel complesso in precarie condizioni, conserva per tutta l’elevazione la muratura costituita da pietrame di natura vulcanica, prevalentemente basaltica, di dimensioni differenti, disposto ad opera incerta e legato con malta di terra, con inserimenti e rinzeppature mediante ciottolame. Negli angoli è evidente un rinforzo cantonale con blocchi di dimensioni maggiori. Il profilo delle mura maestre suggeriscono una copertura spiovente ad unica falda andata ormai perduta ma della quale, in corrispondenza dell’imposta, si conservano alcune tegole in coppi. All’interno dell’edificio sono riconoscibili tre distinti ambienti originariamente indipendenti (la divisione è certamente avvenuta in fasi successive rispetto la sua costruzione), con ingressi autonomi, ognuno dei quali ospitava un impianto completo di macinazione. In corrispondenza sono visibili all’esterno le basse aperture ad arco dei vani di alloggio di  altrettante ruote orizzontali, dalle quali partono le affossature dei canali di scarico del flusso idrico verso il corso d’acqua principale. All’interno del mulino, relativamente ad uno dei tre ambienti, è visibile una pedana rialzata, raggiungibile tramite alcuni scalini in pietra, sulla quale erano alloggiate le macine, una delle quali è ancora presente.

Cartografia:


mappa


Gallery:

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