Mulini (rif.651-822)

Mulino

Rif: 651-822
Comune: Santu Lussurgiu 

Descrizione:

Due costruzioni limitrofe sono rappresentate nei documenti catastali del Cessato Catasto di Oristano (Frazione Q, Comune di Santu Lussurgiu, post 1851), derivante dai rilievi del Catasto De Candia, sulla destra idrografica del Riu de sos Segados (Rio Molinos); nel Sommarione (tavola censuaria risalente al 1855) le proprietà risultano intestate l’una a Caratzu Bichisai Antonio e Giuseppa vedova Fais, fratello e sorella, del fu Antonio e l’altra a Manca Tula Giovanni Maria del fu Pietro (risulta difficoltoso riferire le due distinte proprietà all’uno o l’altro dei ruderi rilevati in situ). La presenza di opifici idraulici in questo tratto del corso d’acqua è indicato anche nella carta I.G.M. F° 206, in scala 1:100.000 (“Macomer”, ril. 1899) e negli ingrandimenti in scala 1:50.000 (F° 206 III) e in scala 1:25.000 (F° 206 III N.E.).  In dettaglio nel Foglio 59 in scala 1:2.000 del primo impianto del catasto del Comune di Santu Lussurgiu (ante 1931), sulla destra idrografica del Rio Bau de Mela (Rio Molinos), sono evidenti due edifici adiacenti, raggiunti in sequenza da una derivazione innestata poco più a monte nel rio e immediatamente reindirizzata nello stesso una volta utilizzato il flusso idrico.

Nel sito sono individuabili, come rappresentato nella cartografia catastale più recente, i ruderi di due edifici posti l’uno poco più in alto rispetto l’altro nel versante, sulla sponda destra del corso d’acqua. Quello più in alto (Foto 1), pur riconoscendosi in grandi linee il perimetro della costruzione, conserva pressoché esclusivamente solo la parete contro terra, costruita con pietrame di natura vulcanica, prevalentemente basalto, disposto ad opera incerta e legate con malta di terra. Il rudere presente a quota inferiore (Foto 2,3,4), ugualmente a pianta rettangolare come l’altro, ma di dimensioni maggiori, conserva parte in elevazione delle murature dei due lati maggiori, costruite ugualmente con trovanti di natura vulcanica locali. In entrambi non sono evidenti elementi tipologici di destinazione molitoria.

Cartografia:

mappa

 

Gallery:

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