Mulinu 'e Susu (rif.229)

Mulino

Rif: 229
Comune: Bauladu

Descrizione:

Il mulino, con il toponimo M° Dessì, è cartografato nel Catasto del Real Corpo di Stato Maggiore Generale (Catasto De Candia) (tavoletta 4, Comune di Bauladu, post 1847) sulla sinistra idrografica del Riu Mannu, dal quale proviene una derivazione che dopo questo opificio raggiunge altre due costruzioni più a valle indicate in sequenza con i toponimi M° Dessì e M° Floris.  Lo stesso opificio è riportato nei documenti catastali del Cessato Catasto di Oristano (Frazione Q, Comune di Bauladu, post 1851), ugualmente raggiunto da una derivazione innestata nel Riu Mannu, a monte di altri opifici. Diversi opifici idraulici, seppur sia difficoltoso stabilirne la corrispondenza per via del dettaglio cartografico, sono riportati in questo contesto nel F° 26 “Oristano” del ”Atlante dell'Isola di Sardegna alla scala 1:50.000” (Ril. Alberto La Marmora - Carlo De Candia, 1834-1839). Il mulino è riportato anche nella carta I.G.M. F° 206 in scala 1:100.000 (“Macomer”; Ril. 1899) e negli ingrandimenti in scala 1:50.000, F° 206 III “Santu Lussurgiu”, e in scala 1:25.000, F° 206 III S.E. “Santu Lussurgiu”. In dettaglio il mulino è presente nel Foglio 15 in scala 1:2.000 del primo impianto del catasto del Comune di Bauladu (ante 1931) con il toponimo Mulinu ‘e Susu lungo una derivazione innestata più a monte sulla sinistra idrografica del Riu Mannu, immediatamente reindirizzata al rio principale subito a valle. Una derivazione parallela  a questa, innestata poco più a monte nel Riu Mannu, raggiunge direttamente un altro opificio denominato Mulineddu (rif. 227).  Con basso dettaglio cartografico sono riportati in questa località opifici idraulici anche nella vecchia carta del Touring Club Italiano in scala 1:250.000 (foglio “Oristano”, 1908-1916).

Il mulino è stato oggetto di intervento di restauro che probabilmente lo ha ricondotto nella conformazione architettonica pressoché originaria. La costruzione, a pianta rettangolare, presenta la muratura perimetrale costituita da pietrame di natura vulcanica, prevalentemente basalto, posto ad opera incerta, con rinzeppature e inserimenti di ciottolame. Il tetto è attualmente a doppia falda, con copertura in coppi; all’interno è visibile la struttura in travi e tavolato in legno. All’interno è stato ricreato un impianto essenziale di macinazione a livello della pavimentazione, costituito da tramoggia sospesa al soffitto, macina superiore e inferiore e il cassettone di raccolta del macinato (non si conosce l’eventuale originalità dei componenti). Tale impianto era azionato tramite ruota orizzontale, della quale non è stato possibile appurarne l’eventuale presenza; è visibile la canalizzazione per l’adduzione degli apporti idrici passante attraverso la costruzione in senso trasversale.

Cartografia:


mappa


Gallery:

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