Mulino Mela (rif.032)

Mulino

Rif: 032
Comune: Chiaramonti 

Descrizione:

L’opificio rinvenuto in situ è cartografato nella Frazione Z del Comune di Chiaramonti del Cessato Catasto della Provincia di Sassari (post 1881), derivante dallo stesso Catasto De Candia, sulla destra idrografica del Rio di Badu Olta. Lo stesso è individuato nel Foglio 12 in scala 1:2.000 del primo impianto del catasto del Comune di Chiaramonti (ante 1931).  La cartografia I.G.M. F° 180 in scala 1:100.000 (“Sassari”, ril. 1895) e il dettaglio in scala 1:25.000 (F° 180 II S.O. “Chiaramonti”- Ril. 1885) e in scala 1:50.000 (F° 180 II “Nulvi”- Ril. 1897) riportano con il toponimo M° Mela un opificio ubicato lungo lo stesso corso d’acqua, denominato Rio Iscanneddu, ma più a monte dell’ubicazione del mulino descritto in questa scheda, ossia poco a valle del Mulino Falchi, o Peruchi (rif. 073). Anche  la tavoletta 11 del Catasto De Candia (Comune di Chiaramonti, anno 1846) e la stessa tavoletta Frazione Z del Comune di Chiaramonti (post 1881) riportano la presenza di un molino in posizione intermedia rispetto a quella dei ruderi identificati sul campo. 

Il rudere dell’opificio, di discrete dimensioni, presenta muratura incompleta in elevazione e nel perimetro, anche se ne definisce sostanzialmente il contorno, costituita da pietrame di varie dimensioni essenzialmente di roccia di natura vulcanica, posto ad opera incerta, a tratti con residui di intonaco in malta. Nel prospetto laterale è riconoscibile la tipica conformazione muraria per l’adduzione dell’acqua “dall’alto”; nella stessa parete è evidente la traccia del lavorio di una ruota verticale. Interessante risulta il breve tratto rialzato di canalizzazione in pietra per l’adduzione dell’acqua. 

Cherchi M., Marras G. e Padua G. (Archeologia e topografia di Orria Pithinna), in merito al M° Mela, indicano che la data di costruzione al 1834: in un atto notarile datato 29 giugno il falegname Battista Serrelis, che si appresta a costruire il mulino, è intimato a bloccare la costruzione di un canale, detto “Sa presa”, per l’alimentazione del mulino stesso, perché avrebbe potuto causar danni al vicino mulino di Peruchi. Nel 1849 il mulino è devoluto dal suddetto falegname alla figlia Antonia Luisa per la creazione di un patrimonio matrimonio. Gli Autori riportano, inoltre, che nel censimento delle imprese del 1911 risulta che “Campus Giorgio possiede un mulino per macinare grano con 1 lavoratore occupato in Sa Mela 17 di Magola”. 

Cartografia:


mappa


Gallery:

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