Mulino P. Deriu (rif.523)

Molinu

Rif: 523
Comune: Scano Montiferro 

Descrizione:

Il mulino è riportato nella cartografia I.G.M. F° 206, in scala 1:100.000 (“Macomer”, ril. 1899) e nel relativo ingrandimento in scala 1:50.000 (F° 206 IV “Bosa”). L’opifico è presente nel Foglio 19 in scala 1:2.000 del primo impianto del catasto del Comune di Scano Montiferro (ante 1931) accanto alla sponda destra del Riu Mannu; a tale fiume, circa 200 metri più a monte, era innestata la derivazione che forniva l’acqua per il funzionamento del meccanismo di macinazione del mulino, subito riscaricata nello stesso corso d’acqua sottostante. La rilevante presenza di mulini idraulici lungo il Rio Mannu è riportata anche nella vecchia carta del Touring Club Italiano in scala 1:250.000 (foglio “Oristano”, 1908-1916).

Intorno al 1900 l’edificio era in possesso delle famiglie Atzori, Cappai e Piras. Nel 1920 Pietro Deriu impiantò nuovi ed efficienti che fecero de “Sa Machina Manna” uno dei mulini più produttivi della zona condotti, nel tempo, dai mugnai A. Cambula, P. Foddis., P. Zoncheddu (Rif. C.A. Cherchi, I mulini idraulici di Scano Montiferro "Sos molinos de abba de Iscanu", 2005, Amministrazione Comunale di Scano Montiferro).

Data l’acclività del versante, l’edificio è disposto controterra su un lato; presenta evidenti segni di rinnovo strutturale, come suggeriscono alcuni materiali utilizzati e, in particolare, il tetto piano in calcestruzzo armato, rispetto ad un probabile tetto a falde inclinate originario. La struttura muraria è in conci squadrati o sbozzati di pietra vulcanica, per lo più trachiti, in gran parte ancora coperta da intonaco esterno in malta in via di progressivo disfacimento. All’interno, oltre ad un piccolo locale di servizio, troviamo un ambiente principale adibito alla lavorazione e un cavedio nel quale è alloggiata la ruota verticale. L’apparato di macinazione era composto da due distinte coppie di macine alloggiate su un soppalco ligneo addossato alla muratura di separazione con il cavedio, ognuna con la propria tramoggia di carico della materia prima; le macine venivano, in tal modo, messe in moto contemporaneamente dal meccanismo indiretto costituito da un sistema di assi e ingranaggi collegati con la ruota. 

Cartografia:

mappa

 

Gallery:

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