Mulino Vezzu (rif.062)

Mulino Vezzu (de Bisine)

Rif: 062

Comune: Olzai 

Descrizione:

Il mulino è riportato nella Tav. 9 della cartografia del Real Corpo di Stato Maggiore Generale (Catasto De Candia, Comune di Sadali, anno 1848). Lo stesso è presente nella cartografia I.G.M. F° 207 in scala 1:100.000 (“Nuoro” – Ril. 1900) e nel dettaglio in scala 1:50.000 (F° 207 – IV “Bolotana”) con il toponimo “M° de Bisine”. L’opificio compare anche nel Foglio 22 in scala 1:4.000 del primo impianto del catasto del Comune di Olzai (ante 1931) sulla sponda sinistra del Rio Bisine raggiunto da una breve gora rivestita in pietrame innestata poco più a monte lungo il corso d’acqua. 

 

Il mulino Vezzu è caratterizzato da una possente struttura in pietra granitica (Foto 1) alta fino a 13 metri, rimessa in sesto nel 2002 grazie ad un attento intervento di recupero e restauro delle originarie parti relitte e di una accurata ricostruzione di quelle andate perdute dopo l’abbandono, in particolare l’intero impianto di macinazione a palmenti (Foto 3), gli ingranaggi di trasmissione indiretta e la ruota verticale (la più grande presente in Sardegna) (Foto 4). Oggetto di ricostruzione è stata anche la struttura muraria che sovrasta il mulino, lunga circa 17 metri, sulla quale è ricavato il canale di adduzione che immette dall’alto il flusso idrico sulla ruota (Foto 2), mentre il tratto della gora prossimo all’opificio è stato ripulito dalla terra che lo ricopriva.

La costruzione del mulino è fatta risalire tra la fine del '700 e l'inizio dell''800 da parte della famiglia di proprietari terrieri Cardia - Mesina. In un documento del fondo “Reale Udienza di Sardegna”, conservato presso l’Archivio di Stato di Cagliari, viene citata una causa presso il tribunale supremo del Regno relativa al fatto criminale di distruzione d’una ruota di molino ad acqua, commesso per dispetto la notte del 25 al 26 dicembre 1859 in Olzai, da parte dell’imputato Guiso Francesco a pregiudizio di Don Gavino Melis. Non è appurata la corrispondenza tra il fatto e il mulino qui descritto.

Si tenga presente che altri tre mulini idraulici rimasero distrutti all’interno dell’abitato durante un’alluvione avvenuta il 10 settembre 1921; erano dodici nel 1857, undici nel 1872-1875 e sette nel 1911. La Legge 24 agosto 1922, n. 1214, prevedeva dei sussidi a favore dei proprietari di fabbricati rustici e molini idraulici danneggiati o spazzati via dall’alluvione nei comuni di Gavoi, Ollolai e Olzai. La mancata ricostruzione dei mulini idraulici all’interno dell’abitato, in particolare, era dovuta alle caratteristiche costruttive del nuovo arginamento che, a causa dell’altezza notevole degli argini, impediva di catturare e deviare agevolmente l’acqua dal nuovo alveo artificiale del rio Bìsine. Non si conoscono, invece, i motivi della mancata riparazione del mulino appartenente alla famiglia Cardia-Mesina (“Su mulinu Vezzu”), in parte sepolto anche’esso dalle frane durante il nubifragio, e, da quel momento, definitivamente abbandonato dai proprietari. Solo nel novembre del 2002 il mulino venne acquisito dal Comune di Olzai, restaurato e riaperto al pubblico nel 2004 (Rif. Giangavino Murgia, Olzai. Appunti per una storia: l’arginamento nel rio Bìsine. www.labarbagia.net). Nel 2006 il mulino è stato interessato da un incendio doloso che ha completamente distrutto l’impianto molitorio (Foto 5) e seriamente danneggiato le strutture murarie e la copertura. Nel 2009 il mulino è ritornato all’antico splendore (Foto 6). 

Cartografia:

mappa

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